Granada
Granada, è della polvere l'arsura
e ansima in sconfinati giardini di paglia
che la verde siepe cinge:
è della ruggine l'acredine.
Le grida opache del capobarca riverberano
nel mare retinato di un giorno di festa
e mille orecchie ascoltano il silenzio dell'oceano
mentre il vento vagabondo e straccione
carezza le logorroiche corde dell'erba secca.
Granada è il fruscìo di un foulard
che su un balcone mi attende.
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