A una Penelope distratta

Il nostos, che dovea essere il tuo,
inopinatamente non tentasti
poi che, dalle sue peregrinazioni disgustata
in cerca di ogni altrove te ne andasti.
Al porto, che ti potea tornar refugio,
Ulisse (quale?) non pazientando tempo
il gran talamo d'ulivo avea segato
fin le radici dal terreno divelte.
A te il secreto tarlo ed una tela
ben piegata sul fondo di una cascia
ma irrisolta: senza orli né legacci.
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L'autore
Aldina Mastroianni
Che dire di più rispetto a ciò che trapela dalle mie poesie?( un amico, che ora non c'è più, le definì la punta dell'iceberg) che sono sposata e ho tre figli...ormai grandi. Che ho insegnato Lettere fino allo scorso anno...Che scrivo e dipingo da molti anni.. le due attività si intrecciano, si alternano, conoscono fasi
Commenti (1)
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Michele Tropiano30 aprile 2011
alcune parole mi sembrano troppo artificiosamente inserite nei versi, il che va a scapito della musicalità del componimento, come per esempio "inopinatamente" ad inizio secondo verso...
