Simpatia
sulle crepe dei rifugi crescono rose popolari, belle
nella semplice fermezza di respirare l'aperto
e luminose nell'aspetto compartecipe alla forma
della rosa che sa che lungo rifugio porta
tomba o sepolcro o piaghe, ascoltate roselline
un tempo vagai anch'io smarrito in grotte
o dentro bui anfratti o in sotterranei dove
mostri strisciavano e pagliacci tutti miei,
tra riflessioni amniotiche di rimandi
infiniti a me stesso e rassicurato
al coperto e difeso da mura inespugnabili
dormivo pesantemente una terra di fole,
quando un raggio improvviso di luce
crollò impietoso la volta dei miei sogni
e la realtà frontale del giorno irruppe nei covi
del debole spirito buio scacciando e spettro
a debita distanza tenuto, non più temuto
fredda e cruda e d'indicibile dolore e può accecare
questa luce, ma nel ciclo del tempo, o roselline
c'è uno spazio (e voi lo sapete) dove per simpatia
l'aperto chiama a raccolta gli amanti
sul pianoro di luce del cosmo dove tutto è affine
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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