Canto dell'eterno ritorno
Oceano o cielo?
Orgasmo o spasmo?
Correnti del cuore
percorrono veloci
le curve dell'anima,
nei tubi del tempo.
Circonferenze dell'essere
nelle mani del destino,
premute, strette, schiacciate.
Spremute, lacerate e riallacciate.
Circuiti ovali,
portano ossa alla terra,
rossa e serena.
E la pena vale?
D'atleti poco abili su fango pesante?
Le gambe stanche, la presa instabile.
E i raggi di sole maculati di terra
sono zampate feline sulle costole spoglie
e sangue infetto su fango e foglie.
Poi tonfo o trionfo,
in un secondo.
E sorgere di nuovo,
essere ancora.
E correre,
sporcarsi i piedi e dissanguarsi.
E vincere o cadere,
in un secondo.
E ritornare carne,
gonfiata dal dubbio
e decomposta dal mistero.
E forse la saggezza,
un giorno,
d'avere Dio nel nulla
e verità nell'ignoranza.
Oceano o cielo?
Orgasmo ed entusiasmo.
Chiasmo di plasma ed endorfine,
spasmo,
fine.
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Commenti (1)
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Amara6 maggio 2011
...non mi convincono la seconda strofa e il punto interrogativo al quinto verso della quarta... ma il tuo modo di scrivere mi da sempre piacere... suggerendomi immagini che sento mie...
