A un palmo dal naso
Alfredo Mercutello
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Rosicchia con arguto distacco
affilando con ansia irrefrenabile
le fauci
ricolme di appuntite spade taglienti
oltremodo ad arte forgiate
intrise fino al midollo dalla gelida pura acqua
dissolta in vapore ogni sua molecola
per l'aria a volteggiare
cagione ustionante dello zampillare dei fuochi
di un solo vessillo sgualcito ridotto a frangia
si è coperta la ragione nel disonore affondata
dove ogni speranza si è estinta dal prosperare
dell'insana smodata universale condanna a patire
colpa tua arroganza
e anche tua avidità
se la dignità dell'essere uomo sta perdendo le sue lettere
né tanto meno l'affanno potrà mai aumentare mai la conta dei giorni.
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