La testa del serpente
Cristina Devincenzi
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Il tuono ha risuonato
nella notte più scura,
un lampo ha rischiarato
il volto del profeta.
Denti stretti come serratura,
il corpo immobile ad attendere
una fine già scritta.
Il suo essere che celato dal mondo
muoveva i suoi passi senza far rumore,
come felino che resta sotto vento.
Il suo passato tra onore e rivoluzione,
ha carpito immagini di un uomo antico,
come testo scolpito nella nuda roccia.
Egli come pastore di anime perse,
recitava il suo copione, e come lupo
nelle spoglie di agnello ha seminato,
sangue e coltivato rancore.
Vissuto in primordiali anfratti e tra il cemento,
non è mai stato un uomo, ma ignobile
serpente.
Or che la sua testa nella polvere è rotolata,
ne bruceremo la coda o la pace non verrà
trovata.
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Cristina Devincenzi
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