Il testamento di cio' che fui
Daniela Pacelli
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Divoro il mondo con gl'occhi
arsi di sapere
desiderosi di ingoiare
fotogrammi sempre nuovi
e brama la gioia
di penetrar nell'anima altrui
Trasuda nelle vene
questo mio sentir la vita
da sempre amica la solitudine della notte
muove l'inchiostro del sentimento
e con dolci movenze
imbratta di smeraldo
il candido cielo del pensiero
ovattato da nimbi
e immensi arazzi di sereno
dove brilla il mio nome
e splende la volontà
d'incidere un indelebile passaggio
che di me
continuerà a parlare
testamento di ciò che fui
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Daniela Pacelli
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