Nella polvere di un addio
laura marchetti
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Me ne andavo,
con l'incoscienza nel cuore,
il mio primo addio
al mio paese d'infanzia
e lei, era lì, che mi guardava, la guardavo
allontanarsi dietro il finestrino,
nella luce sfuocata di una primavera
quando avrei voluto rincorrerla,
tornare indietro.
Quante volte sono tornata a cercarla,
era in una casa vuota, in abiti dismessi,
in stanze troppo strette,
in bambole rotte,
senza occhi per guardare,
nell'esserle diventata ormai una sconosciuta.
Ed ogni volta una stretta al cuore,
come rinnegare ciò che ero
fra risa e lacrime di lanci di riso e confetti
avevo già tradito lei, la mia gioventù,
la mia libertà,
quando ho visto impallidire
la sera ed una finestra che non mi conosceva
più chiudersi indifferente al mio sguardo.
Addio,
una parola che fuggo, ma che abita
dentro le stanze dismesse del mio cuore,
nel sapore di un mattino
rapito dal giorno,
amori come abiti stinti, stretti,
strappati,
case abbandonate,
anime destinate a traslocare sempre,
sentimenti traslati
ad aspettare un ritorno che non ci sarà,
radici a cui mi aggrappo,
quando cerco ali per volare,
quando rincorro disperata inutilmente ogni volta,
perché il mio treno inevitabilmente prosegue
la corsa, fino a quando non so
so solo che ogni volta
è come lasciare una stazione
è come vedere il mio primo amore
diventare piccolo e allontanarsi
per sempre,
nella polvere di un addio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
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