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Introspezione 9 maggio 2011 · lettura 2 min · 995 letture

Nella polvere di un addio

laura marchetti 255 poesie pubblicate
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Me ne andavo, con l'incoscienza nel cuore, il mio primo addio al mio paese d'infanzia e lei, era lì, che mi guardava, la guardavo allontanarsi dietro il finestrino, nella luce sfuocata di una primavera quando avrei voluto rincorrerla, tornare indietro. Quante volte sono tornata a cercarla, era in una casa vuota, in abiti dismessi, in stanze troppo strette, in bambole rotte, senza occhi per guardare, nell'esserle diventata ormai una sconosciuta. Ed ogni volta una stretta al cuore, come rinnegare ciò che ero fra risa e lacrime di lanci di riso e confetti avevo già tradito lei, la mia gioventù, la mia libertà, quando ho visto impallidire la sera ed una finestra che non mi conosceva più chiudersi indifferente al mio sguardo. Addio, una parola che fuggo, ma che abita dentro le stanze dismesse del mio cuore, nel sapore di un mattino rapito dal giorno, amori come abiti stinti, stretti, strappati, case abbandonate, anime destinate a traslocare sempre, sentimenti traslati ad aspettare un ritorno che non ci sarà, radici a cui mi aggrappo, quando cerco ali per volare, quando rincorro disperata inutilmente ogni volta, perché il mio treno inevitabilmente prosegue la corsa, fino a quando non so so solo che ogni volta è come lasciare una stazione è come vedere il mio primo amore diventare piccolo e allontanarsi per sempre, nella polvere di un addio.
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L'autore
laura marchetti

Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha

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