Opera di squadra

Sul barcone
profughi con bandiera verde:
ostaggi della Serpe.
Gli scogli per lapidare sogni.
Ma, il Cavallo Bianco,
corre, lentamente,
cavalcato
da un Uomo mai stanco!
Sciatta umanità derisa,
brividi del militare in divisa.
Il timone impazzito
al mò del senso civico
(rincretinito).
Del lancio in mare, però
nel buio italiota
raggio dell'anima
che affoga Godot.
Del lancio in mare, però
dei graduati statuali,
dei matti identitari,
dei minuti isolani,
di tale CATENA
nel vederci chiaro, proverò.
Sulla cima di bordo,
il mito mai morto
di un Cristo risorto.
©
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L'autore
Copia Conforme
Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
Commenti (2)
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Rita Stanzione12 maggio 2011
Applausi infiniti, la poesia è profonda, impegnata per l'argomento ma non cade in forme scontate. Apprezzatissima, da segnalibro.
mario calzolaro22 maggio 2011
un componimento poetico che non esito a definire lodevole. Lirica ben fatta e molto condivisa

