Midriasi fissa
Con affanno e stupore
avvertii il gelo della morte.
L'arresto della vita,
in un tuo rigo.
Un brivido
e ti immaginai diafano,
coperto di rose.
Viola le tempie
e labbra fredde.
Mi persi in una dimensione
indefinita e distante.
Sentii su di me
l'avanzare del tuo tempo.
E vidi i tuoi occhi
lasciare spazio al buio,
nelle pupille dilatate dell'oblio.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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alessio carlini14 maggio 2011
un tema forte, trattato con tanta delicatezza in questa lirica che ho molto apprrezzato

