Come ti distruggo Shakespeare!
Luciano Tarabella
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Essere o non essere...
deh, è un casino pé ride!
E' meglio sopportà i gollettoni e gli "aò càata"
della sorte o andà a mezze gambe ner bottino
e combatte'?
Morì, dormì
e ci 'onci!
Morì, dormì
aridannene
forse sognare... ma è qui che ti cào la befana
e se si fanno dell'incubi e si sogna Gad Lerner?
S'un ci fusse questa paura
chi li sopporterebbe i pedatoni nelle palle e
la presa di 'ulo der tempo che passa, i Budelli di tu' ma'
dell'importanziosi, l'offese delle cari'ature umane,
le 'orna di quer puttanone della tu' donna,
il latte ai ginocchi che ti fa veni' la giustizia, la bava
dell'agenti delle tasse e le gomitate nelle gingive
che i locchi e i cilèi si beccano da que' popò di stronzoli
de' politici?
Se bastasse mangià un ombrello aperto per levassi di 'ulo
chi la sopporterebbe questa vita di merda?
E' la paura dell'aldilà che ci fa sopportà tutto dar
momento che nissuno è tornato a dicci' 'sa c'è.
Insomma, a dìssela fra di noi, a forza di càassi addosso
dalla paura, si doventa tutti PISANI, ibò! Vero?
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Jeannine Gérard18 maggio 2011
Peccato che non capisco il dialetto livornese, ma debbo dire per quello che mi è riuscito a capire, che c'è un'ironia da vendere sempre nelle poesie e i raconti qi questo autore che riesce sempre a straparmi non un sorriso, ma risate indecente... e come sempre non posso che dire com pli menti ... Quanto a ritornare da l'aldilà, non le conviene ai nostri cari, non si può dal paradiso ritornare all'inferno...

