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Morte 18 maggio 2011 · lettura 1 min · 2568 letture

Il feretro

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Son fanciulle le mani che abbracciano il morente nella pietà della sera. Voce di cantastorie s'alza a raccontar di fatti e poi il silenzio. Passa il feretro tra la gente incredula a mostrar la morte in mezzo ai vivi, incatenati come fantasmi all'eternità.
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Clara Gismondi
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Commenti (4)

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Aldo Bilato18 maggio 2011

personalmente ci trovo tanta vita in questa poesia che parla della morte a noi che restiamo e rinnoviamo increduli lo stupore dinnanzi alla cerimomia che la palesa ed ogni volta ci riporta indietro al medesimo punto di partenza quello del punto di domanda... bella poesia... la prima strofa capolavoro!

Mr Magoo19 maggio 2011

espressione massima che da vita ad un gioello espresso a parole anch'io vorrei leggerti sempre ma non sono sempre sul sito un omaggio a te che mi commenti

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hy ju19 maggio 2011

Mani di bambini che abbracciano chi non è più. La pietà di un bambino, è qualcosa che non può non sconvolgere. Il feretro mostra incontestabilmente ciò che nel mondo si finge non esista. Effimeri e volubili i desideri degli uomini, intenti a soddisfare momentanee pulsioni. Vanità di vanità. Toccanti parole, immagini che colpiscono e commuovono.

carla vercelli19 maggio 2011

Ognuno crede in qualche maniera alla propria immortalità e quindi l'atteggiamento di fronte al feretro è proprio quello dell'incredulità e anche dello stupore fanciullo, come è sottolineato nella prima strofa. Bellissima poesia.