Verso Notturno
Marta Eligoreva Addari
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Crudo gioco di versi
amo creare in nobili,
piacenti ed acute menti,
ignoto fervore
superstizioso di nebbie:
Calamita pretenziosa,
ingiuria della Parola.
Nubi d'angeli irrequieti
esterrefatti nella fine del
cercarti, trombe auliche
esenti da stonature
soporifere eterne:
Sfingi dell'Incerto,
tiepide note profferte
osticamente buttate.
Digeriscimi mite,
idilliaci vini estatici;
Carbura il Fuoco,
oltraggia gli esanimi,
nocivi pensieri;
ferma questa stagione
ermetica di Mistero
restia ad espressione
meritevole di grida
empaticamente udite;
tendimi un sincero, inaudito
Urlo d'ambra dorata
estetico, nel mio mondo fenomenico,
dono precluso alla fiamma dei miei anni,
inconsciamente accessibile tramite
oniriche, notturne visioni.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
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