Calze autoreggenti a lutto

Calma di luna nella notte stellata busserà al balcone
le aprirà una fata?
non so
perché tanto mi ci cascano gli occhi lì accanto quando il dolore
è una lama uncinata e attraversa il fianco
mentre si fa paranoico il bisbiglio sminuzzato in pianto
trascritto sulle labbra del tempo
umido
i tuoi abissi risalgo dove scivolai cadendo in rivoli astratti,
ci si spengono le stelle senza neanche una virgola di sussulto
a ingoiarsi quelle parole indossate a pariglia:
calze autoreggenti a lutto tirate su di nascosto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Citarei Loretta Margherita26 maggio 2011
una poesia triste, ma molto originale, magistralmente scritta, complimenti, apprezzatissima
Patrizia Ensoli26 maggio 2011
Amara e triste ... si percepisce dolore e rabbia ... Scritta ad arte!
iezzi giampiero27 maggio 2011
Ma, è bellisssssimiissima! di splendide parole che hanno copiato il tuo spirito e composte su Scrivere si dedicano in poesia.
Mario Bugli22 gennaio 2017
Mi piace questa poesia perché contiene il mistero e questo asseriva il grande Ungaretti è la conditio sine qua non per essere definita tale... dice e non dice sapientemente arricchita da fine introspezione (e qui sta il mistero) insieme ad un velato erotismo che credo poi ne sia l'anima profonda!!



