Oltre l'orizzonte

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in quell'oltre, c'è il respiro dell'immenso orizzonte in noi in cui ci perdiamo e, ogni volta, ci ritroviamo al limite del confine, del nostro confine, dove non muore il mondo se non già passato e che si ferma al limite del presente che è oltre, già oltre in noi, nell'orizzonte immenso che ci appare e che ci chiama quando ci si immerge già nello sguardo di quell'oltre senza confini dove si appresta il cammino a piedi nudi di un anima che non ha timore di percorrere strade sconosciute, ma solo a chi non osa guardare oltre se stesso, ma oltre attende già quel presente che è in noi, già in cammino per la propria strada.
Leggo un conflitto in questi sentiti versi, la voglia di vivere nel sole all'orizzonte repressa dalle nuvole o nei sassi nell'argine del fiume, dire molto bella (banale dirlo) è davvero oscurante ... complimenti! Molto apprezzata!
apprezzatissima: i sentimenti si comunicano con agile facilità.I miei complimenti
Ogni pensiero che si rivolge, guardando l'orizzonte, diventa incontro con sè stessi e l'infinito. Là dove ci si sente piccoli tra il mare e il cielo e là, dove il silenzio diventa complice con la mente, gli occhi riposano la stanchezza dell'esistenza tra le nuvole, viste come un soffice rifugio su cui adagiarli e sognare. Un rifugio dove chiudersi nel proprio io per ritrovare una strada che sembra perdersi in ogni giorno che muore, tra le ore passate a chiedersi i perchè. Mentre in quell'infinito la chiave giusta è quella che apre al cielo la propria voglia di esistere, in quanto si è vivi, in quanto si è sè stessi e con sè stessi continuare verso il sole. Bellissima Dany... una riflessione splendida!



