Notti di panico
Carlo Fracassi
494 poesie pubblicate
+ Segui

Tintinnavano i vetri delle finestre
pel vento gelido che s'insinuava
fra le fessure fino a lambire il viso.
Certe notti, orrende streghe,
dal bitorzoluto becco
e dalle mani che sembravano artigli,
s'accovacciavano sotto il mio letto,
dando inizio al loro sabba infernale,
fra bisbiglii e incomprensibili mugolii.
Una notte apparve, come riflessa
s'uno specchio sbiadito dal tempo,
l'immagine di una defunta zia che,
con sguardo folle e allucinato,
m'intimava di fare silenzio,
posando il suo ossuto dito
sulle sottili labbra esangui,
mentre tenui fiammelle agonizzanti
guizzavano nell'aere cupo.
Durante l'infanzia mi chiedevo spesso
il significato di quelle inquietanti visioni,
arrovellandomi, inutilmente, il cervello,
in cerca di una risposta vana.
Solo nell'età adulta realizzai il legame fra
AMPLESSO - PECCATO - PAURA.
Avevo assistito, nel dormiveglia,
alle effusioni amorose dei miei genitori
che, coi loro soffocati fremiti di piacere
e il sobbalzar ritmico del letto,
avevano acceso le mie fantasie
unitamente alle mie paure di bambino,
suggestionato da favole malefiche
di orchi assassini e di lupi mannari.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
