E sia fulgor di stelle
Tu notte senza luna e astri fulgenti,
allontanati dal buio che ti sommerge:
Mi ascolti tu che dei pensieri
rapisci il senno dei sentimenti cari?
Avvolta in ombre spurie
senza fulgori astrali, bussi alla porta.
Ti vedo, e ritorco a te i tormenti
che nel'agir del forse non dai tregua...
Nero calamo di penna; arringhi
com' ella fosse effige: parola al vento
che muta in me vagante posa:
Nube effimera in ciel silente appesa
e si dissolve in sfumate voglie.
Arringhi a malavoglia che m'angoscia
t'arrendi alla sua noia e mi rimandi
dove acque chete, malsano pantano
limacciose sommergono d'affanno:
Non hai malinconia né rimpianti,
non sei accorata per un domani d'angoscia.
Ma solo hai in seno questa malavoglia
che opprime mente e l'anima contrae.
Guarda l'avanzar che fulgida aurora
rischiara e danzando manda chiarore:
Risorgi aura mia che spenta sei
solare fosti ieri e non vilente.
Sveglia quel mesto cenno
che sfaticato muore senza impegno
e l'energia d' ieri sia fulgor di stelle
del firmamento... e nei pensieri miei.
©
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L'autore
Maria Rosy
Sono nata in provincia di NA.A 10anni ci siamo trasferiti a GE.perché mio padre essendo marittimo con le navi faceva spesso scalo in questa meravigliosa città.Vi ho vissuto per 35anni:tutta la fanciullezza e oltre.Poi mi sono trasferita in provincia di BS.Qui vivo e sono ormai nonna e pensionata.Cosa dire di me? Parlo
Commenti (2)
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Vivì28 maggio 2011
Il zavorrar introspettivo dei pensieri nella notte oscura in quel vagabondar astrale, battagliando coll'ombre bieche che assediano spadroneggiando in animo inquieto, ma rivolgendo infine uno sguardo positivo al fulgore di stelle, richiamando su sé il baluginar della volta celeste. Una lirica di notevole spessore artistico. Molto apprezzata.
G
Gianny Mirra6 luglio 2011
Una gran bella lirica che ho letto e riletto con vero piacere. Maria Rosy.
