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Fantasia 28 maggio 2011 · lettura 1 min · 5016 letture

A meno che

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Non aprirò la finestra, se prepotente la notte scardina i vetri graffiando pareti di mani che stringono l'aria. Non permetterò che investa il sole. E' l'ansia, che risveglia la paura, rovinando il tepore di lenzuola strofinate sulla pelle. Se busserà non ascolterò il lamento. Ai polsi, stretti lacci, m'impediranno di aprirle un varco. E nel silenzio, su un palcoscenico disabitato dalle stelle, la vedrò sfumare. A meno che non mi parli di castelli fatati e spighe d'oro.
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Rita Minniti
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Commenti (4)

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Silvia De Angelis28 maggio 2011

Grande musicalità in bei versi, redatti dall'autrice con stile e grande originalità, in un crescendo di particolari sensazioni, che si apprezzano notevolmente durante la lettura della lirica... Poesia piaciutissima

P
Paolo Morganti28 maggio 2011

Molto bella. La notte descritta come potente e prepotente tale da investire il sole, a volte però il sole è prepotente e potente tale da cancellare la notte, tematica che riguarda molto la sfera degli opposti che ritroviamo sempre nella nostra vita, la poesia mi ha regalato questa personale impressione.

Notte vista come portatrice di timore, fantasma notturno che accende pensieri malinconici creando una cascata di sentimenti che ci rispediscono al passato. Nella prima strofa l'autrice con sinestesie molto forti esprime l'aggressività donando all'ignoto mani con artigli e prese soffocanti che cercano di entrare affamati della nostra buona fede. Non si può permettere che questa notte spazzi via questa luce (l sole) che rinvigorisce i nostri pensieri quasi cullandoli. Non ci lasceremo commuovere dal suo pianto e dal suo bussare perpetuo. Ci legheremo bene i polsi perché sappiamo che saremo tentati, specialmente se ci parlerà di "castelli fatati e spighe d'oro"Dietro questi termini l'autrice nasconde il vero interesse che ci rende vulnerabili.

Arcangelo Galante3 luglio 2012

A MENO CHE "non mi parli di castelli fatati e spighe d'oro", sarebbe meglio che la notte non giungesse per celare, con la sua oscurità, le speranze illuminate dalla radiosa luce della vita. Emblematica resta la chiusa, motore dell'intera pubblicazione, in cui l'autrice ha espresso, chiaramente e poeticamente, quel malessere interiore scaturito dall'arrivo dell'ansia e della paura che albergano nel buio di una indesiderata notte. Magnifica lirica, colma di significati emozionali e ben articolata nello sviluppo del tema trattato.