300 (la partenza)
Eran 300 bambini, figli, innocenti,
eran 300 donne, mogli, madri,
eran 300 uomini, mariti, padri,
eran 300 guerrieri che andavan
in guerra contro il fato,
fino ad oggi sdrucito e penuria.
Avvolti dalle tenebre
fissi nel buio
di una spiaggia landa,
300 anime attendono silente,
occhi lucenti di stelle
guardano l'orizzonte,
speranza e paura nel tumido cuore,
Nubi come massi
Scagliati dal vento
Avanzano fosche,
"Fulgente stella piccina
che segui il cammino
abbi cura del loro destino".
Nel nero mare oscuro,
lungi dallo splendere qual fulgido cobalto,
il traghettatore con la carretta appare,
un fischio o solo il sibilo del vento,
300 ombre come sciami si muovono.
Ulula al cielo la risacca,
quando la carretta con il suo carico di anime
scivola silenziosa sul nero inchiostro
verso il noto dell'ignoto... destino.
Sopra la scura sagoma sempre più minuta
600 stelle pulsanti ornano il firmamento.
Il cielo
con fuochi di luce accecanti
ed il frastuono dei tuoni assordanti
sembra far festa,
il mare tetro
con la sua mano impetuosa
innalza le anime verso l'empireo
per poi nascondere e stringere
fra le sue braccia.
Salato conforto per una speranza svanita.
"Fulgente stella piccina
che segui il cammino
abbi cura Tu... del loro destino".
Eran 300, per molti solo clandestini.
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