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Introspezione 2 giugno 2011 · lettura 1 min · 3024 letture

Senza titolo (vivo)

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* vivo su quel ramo ch'era di Calvino non scendo nemmeno per far pipì m'arrampico ai fili del destino sotto scorre un mondo piccolino le sue bassezze come spazzolino denti cariati non li può nettar vivo come il mio specchio triste dimenticato in uno sgabuzzino da tempo medito non rifletto più l'ultima volta che mi sono visto vagavo incerto e senza meta tra bancarelle alla fiera delle virtù vivo e mi spaccio per cretino osservando poi mi soffremo sul mio stato quando apro lo sgabuzzino e nello specchio intanto alla mia immagine sei sovrapposta tu
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L'autore
Aldo Bilato
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Commenti (8)

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EnzoL2 giugno 2011

vivere galleggiando, come un impermeabile - esterno- osservatore... per infine ritrovare se stessi e ciò che conta... bella originale (che lo dico a fare) segnalo e conservo!

S
Sadness2 giugno 2011

Un po' triste, molto sentita ... al mettersi sempre in discussione, forte l'immagine che trasmette, intensa e profonda, molto colpita dalle metafore ... e dalla chiusa, moltissimo! Letta con molto piacere!

Francesco Luca2 giugno 2011

poesia molto intelligente che gioca tra malinconia e autoironia... apprezzata tantissimo... poi lo stile è quello dei grandi... grazie poeta

Giorgio Dello2 giugno 2011

Triste e profonda nell'intersecarsi con la vita ci si osserva e nel ritrovar se stessi ...nonostante tutto cresce l'autostima! Una poesia della mente, colpisce!

Mimmo Mariano3 giugno 2011

Ennesima perla del mio autore preferito ed in quanto tale potrei commentare questa poesia usando più caratteri di quelli a disposizione, per cui resto assorto a rileggerla in silenzio e... senza parole. Provate anche voi: ogni volta è diversa.

Patrizia Ensoli3 giugno 2011

Triste ma non troppo... E' come guardare il mondo dal'esterno ... vedo, osservo, analizzo ... e poi traggo le mie conclusioni... ma, ne resto fuori... Chi è capace di autoironia ... è, una grande mente ... Bella e originale, sempre più attenta!

Angela Fragiacomo5 giugno 2011

una lirica che lascia spazio a mille e più riflessioni, ognuno vi legge quel che ha dentro... e questa è opera dei grandi... che possono spacciarsi per cretini, osservando il tutto dal punto privilegiato della loro intelligenza... ma la chiusa... la chiusa... apre forse uno spiraglio all'amore ed al suo portento, capace di offrire un inedito spunto di riflessione su di sé?...medito... medito... piaciutissima, ovvio!

lucio lucentini5 giugno 2011

Un barone rampante volutamente svagato, ironico e sgraziato. Lo sguardo posato sulle virtù del mondo, irriverente, bastone del suo fiato. Mi accosto e sempre mi seduce questo geniale scrivere.