E' il mio fato
Tra spiaggia e mare
quanti rossi tramonti ho visto,
e quanti cupi mari mi hanno cullato nella tempesta.
Diretto verso incerti lidi,
così ambiti,
forse trovati, eppur lasciati,
per fragilità io mi son perso,
e ancor mi cerco dentro un universo
dove mi è dolce bisogno
il cercar inappagato
sogno.
Io so che non conosco quante volte
ho avuto d'arroganza il torto,
forse ho rizzato vela in acque buone
come a compenso nel vento intenso.
Quanto nella misura ebbi torto,
nel lasciare
saggia come di madre, mano,
calda e morbida sabbia,
la prima spiaggia.
Non computo il costo
di andare opposto a quella riva
come seme non piansi dalla pianta il distaccarsi,
vago
solo zattera fatta d'anima
alla deriva.
©
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