I nostri battiti sanno
Giorgio Lavino
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Resto accaldato nella tua cortesia
che non è quello che voglio io
Nel calore delle tue mani
mancano le carezze alla mia carne
Silenzio e sguardi stroncati
Combatterò
Per approdare tra le braccia dei tuoi sorrisi
Navigherò straniero nelle tue acque
e nessuna tormenta di sole nero
riuscirà a farmi cambiare la rotta
dell'unico fiore sbocciato solo per noi
Diranno che siamo gigli che non profumano
Acque che non fanno ammirare i volti
Passi che non sanno dove andare
Non ci fermeranno mai
i nostri battiti sanno
dove sistemare le loro voglie
E lì trovare il vero riposo
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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