Sestultima pari di maggio

Non sono tutte uguali
le sere di maggio.
Ne arrivano certe,
di tanto in tanto,
a tumefare lo spirito.
Esemplare
la sestultima pari
a propulsione ibrida.
Forte e inaspettata
la tua onnipotenza
ha debordato fin verso il mio lido.
Luogo desolato e immacolato
dove sconto la mia pena.
Pur noi non avendo ricordi,
né infiniti e speculari rigirarci insonni,
fra lenzuola fruscianti.
E tu, sconfinato,
l'hai reso peccato lecito,
oltre la lunghezza del vestito.
Debolezza scusabile
o scaltro impulso
per legarmi ad un posto vuoto?
Ma non urtarmi adesso,
voglio restare in bilico.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Antonella Borghini Anto Bee7 giugno 2011
letta più volte per la piacevolezza dello scorrere, letta ancora per scendere in fondo al senso, riletta per la chiusa che ho trovato veramente geniale... piaciutissima.

