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Introspezione 9 giugno 2011 · lettura 1 min · 3200 letture

Gesti sedimentati

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* non metto le cose in fila (ad una ad una) lascio che il caos m'attraversi non è più destino il mio ma un sudicio convoglio (che deraglia) mi specchio e m'apparecchio in (con) gesti sedimentati
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forse è superfluo ch'io lo dica... ma è da leggere prima senza... e poi con le parentesi inserite... un po' come si fa con le onde... le si aspetta a riva per poi rincorrerle... è l'eterno movimento dei versi in divenire... cià*

L'autore
Aldo Bilato
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Commenti (7)

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Patrizia Ensoli9 giugno 2011

Gesti sedimentati nella profondità di un vissuto... Piaciuta ...!!

Luigi Di Matteo9 giugno 2011

Questa è la poesia che avrei voluto scrivere da sempre! La scoperta dell'autentica natura del proprio essere che sempre trascende la possibilità del soggetto è resa con un'incredibile ecomomia linguistica che pone l'individuo parlante sul limite della propria esistenza, con poche espressioni devastanti. Incredibile!

Clara Gismondi9 giugno 2011

Se insisti ...Il caos non ti appartiene, ti attraverserà ...lasciando che ogni cosa dentro di te urli al suo passaggio... Non c'è gesto sedimentato nelle tue parole, c'è rassegnazione all'attesa come cosa inevitabile... ma dipende da come vivi l'attesa, il senso. Per quanto vi crediate assolti siete per sempre coinvolti... e non vale solo per il secondino! Poesia stupenda!

Midesa9 giugno 2011

quando le parole sono pietre per lapidare le nostre emozioni... grandissima lirica

Luigi Arcopinto9 giugno 2011

Gesti sedimentati... Una poesia molto originale... Apprezzatissima, complimenti!

M
Mela10 giugno 2011

ho l'immagine di un bambino che gioca sulla spiaggia, crea qualcosa con la sabbia a riva ma puntualmente arriva l'onda e cancella tutto, allora ci riprova e ci riprova ma tutto sembra inutile l'onda arriva e cancella... all'inizio può sembrare divertente ma con il tempo stanca mettere le cose in fila... sembra non avere più senso perché tutto viene annullato non c'è inizio non c'è fine... e non si sa dove porre la propria esistenza... tante cose mi ha ispirato la poesia... poche parole, umane, umili, bella tanto

Cinzia Gargiulo10 giugno 2011

Sono sempre più convinta che per scrivere una buona poesia non servono tante parole (tra le quali mi perdo anche annoiandomi qualche volta), ne occorrono poche, mirate ed efficaci e l'effetto è travolgente. Ottima lirica!