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Introspezione 10 giugno 2011 · lettura 1 min · 3320 letture

Il reduce

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* siede con in mano il fucile e lo sguardo dell'indifferenza s'appoggia alla balaustra attende nel vuoto che lo circonda un manichino da vestire nessuno avanza nessuno geme rotolano cespugli di sterpaglie la gonna di Mary ad asciugare la guerra la fame la vendetta s'accende l'ennesima sigaretta sorseggia dalla borraccia e poi s'alza e ride anzi si sganascia ricorda ...
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Mary è un nome di fantasia...

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Aldo Bilato
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Commenti (10)

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carla vercelli10 giugno 2011

Vi trovo molta tristezza, come quella di chi ha combattuto e ha perso ed è devastato dai ricordi. La poesia si snoda sapientemente e accuratamente in questa metafora del "reduce".

Midesa10 giugno 2011

grande metafora il reduce come un uomo che vive nel ricordo che non si psecchia nel presente e nel futuro... molto amara ma bellissima

Mimmo Mariano10 giugno 2011

...anzi io non ci ho trovato nulla di triste nel "soldato" che si alza e si sganascia. Trasmette una sensazione di superiorità, anche alla tristezza!

Marina Pacifici10 giugno 2011

La tragedia della guerra, l'efferatezza, la morte, il massacro da cui ci si salva forse soltanto con la follia, l'evasione della mente nella psicosi. Una poesia amara, profonda, devastante che resta nell'anima del lettore. Da conservare ed incorniciare.

Daniela Iozzo10 giugno 2011

Bella... Il soldato che ancorato ai ricordi della guerra si aspetta quasi di veder arrivare un avversario e invece nel vento ondeggia solo l'abito della sua donna.

EnzoL10 giugno 2011

bella, una lirica coinvolgente... che narra di reduci mai tornati dalla loro guerra... per sempre soldati nella loro follia! molto piaciuta

Il reduce, prima o poi ne viene fuori lasciandosi alle spalle una guerra vinta o sconfitto. Bellissima e originale con metafore molto significative

Francesco Luca10 giugno 2011

una poesia molto intensa e profonda che mi ha colpito... complimenti poeta

c
cristina biga11 giugno 2011

I ricordi della guerra non abbandonano mai un soldato, la poesia di quest'autore descrive così bene e profondamente i sentimenti di questo reduce facendoli vivere... molto intensa sentita bellissima ...

Antonio Biancolillo12 giugno 2011

La guerra ha sempre fame... e si prende sempre quello di cui ha bisogno... si prende tutti i pensieri e li fa viaggiare nell'unica direzione che il soldato ha dovuto provare in mezzo al vuoto che gli è stato creato davanti ai suoi occhi... un vuoto che altro non ha che immagini di altri soldati... avversari... come vengono chiamati... e alla fine non si sa mai chi abbia vinto veramente in questa follia dell'uomo... Molto apprezzata...