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Sociale 10 giugno 2011 · lettura 1 min · 1880 letture

A Chernobyl non crescono più fiori

Daniela Iozzo 70 poesie pubblicate
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Milioni di uomini condannati quando ancora non eravamo nati. Sulle abbozzate spalle questo enorme peso, come ghigliottina sul collo, vapore radioattivo in cielo sospeso. Fu l'orrore a svegliarci quella mattina. Terra e mare si ribellavano a Fukushima. In quel lembo di terra niente sarà più lo stesso. Altri bimbi pagheranno per l'errore commesso. Ora nel Bel Paese le vogliono piantare, ma i tedeschi le loro si apprestan a smantellare. Le chiamate di nuova generazione, ma il futuro che ci propinate è solo illusione. A Chernobyl non crescono più fiori, dalla terra esalano solo malefici vapori. Io non voglio che altri bimbi contraggano tumori, loro meritano un mondo a colori.
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Nella prima strofa mi riferisco alla tragedia di chernobyl, molti della mia generazione non erano ancora nati, come me che ero nella pancia.

L'autore
Daniela Iozzo

Mi chiamo Daniela e sono nata il 3 Ottobre del 1986. Fin da quando ho capito cosa fosse un libro non ho desiderato che leggere e scrivere. E' un amore che mi accompagna sempre, moltiplica le mie gioie e lenisce il miei dolori.

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Commenti (4)

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C

brava, trattato molto bene un argomento attualissimo, un no secco alle centrali nucleari

f
filiberto10 giugno 2011

Una forte presa di posizione sul problema del nucleare e ricorda le catastrofi ad esso dovute. Anche gridare contro l'indifferenza è compito del poeta e l'Autrice lo fa a gran voce. Molto apprezzata

Antonio Biancolillo10 giugno 2011

Un tema attualissimo che impone una riflessione profonda... riflessione che è in atto e che non si dovrà mai dimenticare... perché il mondo che bisogna consegnare alla nuova generazione non sia senza fiori da poter cogliere... Ben stilata e condivisa...

Barbara Golini11 giugno 2011

bellissima nello stile, nella struttura, nel ritmo, ma soprattutto nel contenuto un tema attualissimo e di grande importanza espresso con una riflessione profonda... io purtroppo c'ero quando ci fu Chernobyl e qualche anno dopo andai a Mosca a studiare. Poi, a parte tutto il resto, tu parli di un paese che per me è come casa mia. Grazie di questa perla, la conservo