Le coltri scarlatte
Giacciono quiete
le coltri scarlatte,
ancor umide
d'amore e passione.
Custodi e memoria,
discrete ed attenta
d'odori e sapori.
Avida seta increspata,
hai saputo scagliare
onde di piacere;
sospinte dai colpi possenti
dell'estasi sublime.
Giunte che sono
all'ognidove,
del tuo corpo ed il mio.
Ora tutto giace
Soltanto il soffio di tempo
regna,
ove silente appare,
nella penombra accesa.
Siete dunque voi,
le impronte
abbandonate
dai nostri corpi
dimentichi.
Siete dunque voi
quell'unica presenza
che ancora vive
ed ama ancora,
in quello che mai
non ebbe fine
già dopo di noi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!