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Michele Prenna
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Seduto in cattedra spiega l'insegnante
a studenti svogliati il padre Dante.
La vita, l'opra, lo stile del poeta,
qual grandin fitta, rimbalzan sulle teste.
Ad ogni cenno di riparo al danno
per eco di parole impertinenti,
per occhi intenti a contemplare schermi,
per protesi di walkman negli orecchi,
dardeggian minacciosi i lumi iroso sdegno,
tuona il richiamo al discol negligente.
La lezion bella, ohimè, or più non tiene!
Forse per qui non passa Educazione!
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L'autore
Michele Prenna
Commenti (1)
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Sergio Melchiorre13 giugno 2011
Poesia molto bella scritta da un ex- docente di lettere che ha passato molti anni della sua vita ad insegnare nelle classi di una scuola alla deriva... Bella anche la foto! Complimenti, Michele!

