Senza titolo
Ardevano le favole sulla tua bocca,
come la brace nella stufa,
e intanto fuori passava la buriana.
Ricoverata nell'ìncavo del braccio,
al bordo estremo del tuo nido caldo,
t'amo pensavo,
t'amo, ed ogni volta era uno schianto!
Se ti penso ora,
d'amore vorrei fosse ancora
questo scempio!
Bastò il primo vento,
caddero con le foglie dell'autunno le tue fole.
Eppure a volte sento
che basterebbe un soffio
nuovo, fra i rossori di certi mattutini,
a lavare il volto della notte
a riaccendere le favole.
©
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
Commenti (1)
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elisabetta tegas14 giugno 2011
una dedica favolosada me particolarmente apprezzata. un plauso alla b rava poetessa
