Nacqui

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
La nostra corazza e l'armatura, carissimo compagno di poesia, è cosa che ci dà la sensazione d'essere protetti e anche vincenti, nella breve avventura della vita, ma l'occhio della madre, quella che ci diede latte e cura, non ha eguali, no, per forza, per dominio, e per statura. Quella ci partorì con tali strazi che un uomo non potrà mai immaginare, mise la vita in gioco per farci nascere e sentirci miagolare, e poi ci mise in piedi, costantemente piegata su di noi, e ci porse la mano per farci andare eretti, e ci disse che dritta sarebbe dovuta rimanere anche la schiena. Quella ci diede il soffio all'anima fino a vederla piena, colma di giusto orgoglio e di saggezza, di nobile umiltà che non si piega davanti alla minaccia di alcunché!

