Come un ragazzo al primo amore
Come magma rovente
prorompe la vergognosa difesa del rifiuto
all'esser ancora uomo.
La negazione della realtà
del non amare e non essere amato.
Perduti su un isola deserta i sentimenti
rivendico le bestemmie abiuro i ricordi.
Al mio ego chiedo un posto alla speranza
che si palesa nel suo nome nella sua esistenza.
Riemergo, medico le ferite dell'offeso
della sua presenza ne faccio chiave
a scardinar l'impotenza di un cuore, di una ragione
che mi ricorda chi sono: "uomo".
Apro portoni di ferite
a piene mani raccatto ciò che mi vien dato
come un ragazzino al primo amore
estremizzo ogni sentimento
percuoto, processo l'amore e il raziocinio
per il fiume rosso chiamato gelosia
che pulsa nelle vene.
In un groviglio di pensieri m'inchino ai compromessi
nella realtà in cui apostrofo il suo sguardo
chiudo le parentesi "sono innamorato".
Dimensione diversa da quel che sapevo e sono
"Sono il passato"
Ma dai coriandoli sull'anima dalla musica nel cuore
prorompe come magma rovente:
"Voglio amare"
Nella paura il disegno del remoto si confonde
e con pietoso coraggio gli pongo la domanda:
"Cosa provi per me bella signora".
e tremo come un ragazzino al primo amore.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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