Solitudine
Ferito,
infauste membra
premono al tramonto;
strisciando,
assaporo germogli
dé salini frutti in fiore;
e guarisco,
di triste follia.
Odi, e
non t'odo
mia
pallida luce.
Odi, e
non t'odo
mia
tiepida venere.
Ai battiti
incarno
consapevoli sguardi,
sparuti,
vividi,
fievoli e
tumultuosi.
Ora silenti.
Cullami ora,
notte.
Mesto riviene l'animo
ove
lasciò un sogno;
ove
aprii gl'occhi
e
l'eterno vidi
struggermi il cuore.
©
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Commenti (2)
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ilaria montali17 giugno 2011
L'impatto con quel momento è un mistero che scopriremo solo in quel momento. L'immagine poetica emana sensazioni d'abbandono alla pace eterna, circondati dal mondo terreno dal quale ci si allontana. Particolare la chiusa.
Amara18 giugno 2011
...pur non amando questo stile... trovo il testo ben scritto... tranne quelle 'infauste membra' che sinceramente trovo bruttine... arriva comunque il suono e il pensiero...

