Anestesia generale
Eccomi,
su questo angolo di mondo:
una sagoma informe,
apparentemente fermo.
I pensieri sembrano immobili,
bloccati su un punto imprecisato,
forse un ricordo,
forse su questa stessa descrizione.
Vago intorno ad un concetto instabile.
Di colpo sento il vento di qualcosa che si muove.
Fotogrammi illeggibili,
confusi e senza consecuzione logica.
Spalanco gli occhi di colpo,
come mosso da un istinto di paura primordiale.
Non c'è niente,
non c'è nessuno.
Sento l'urgenza di ascoltare il mio respiro.
Respiro lungo e profondo.
Sono vivo!
Mi stupisco dell'assenza di stupore.
Tutto si ovatta,
sento il peso di un galleggiamento faticoso.
Richiudo gli occhi
e taccio.
Vedo il mio corpo,
osservo e cerco il perimetro delle mie forme.
Non le trovo.
Adesso lo stupore.
Sono al di sopra:
mi vedo nel complesso,
Sono fermo,
immobile, in una posizione innaturale.
Resto in silenzio, ma vorrei urlare.
Vorrei allungare le braccia per potermi toccare
e potermi parlare
e potermi respirare in viso.
Silente nel respiro, nei movimenti...
Silente nel pensiero e nel ricordo.
L'odore insolitamente decifrabile del mio corpo mi scuote.
Di nuovo lo stupore.
Cado in questo succo di non vita,
di colori improvvisamente assenti.
Cado del vuoto dei miei occhi,
nella complessità del mio improvviso non saper vivere.
Cado
e tocco violentemente un suolo qualunque:
è duro!
Mi stupisco della assenza di stupore.
Riapro gli occhi e taccio:
sono vivo!
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