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Riflessioni 17 giugno 2011 · lettura 1 min · 988 letture

Alata so attendere

Marta Eligoreva Addari 72 poesie pubblicate
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Strano sentire in boschi vitali questa calma fuorviante frutto d'alberi d'incenso; radici affrettate nella lentezza delle stagioni nodose d'allusivo, nodose di prosaica paura. Senza bussola Usignol rauco vagava, cercante acque propizie alla sua sete: s'accontentò di nocivi ruscelli, impedimenti del volo. Consapevolezze d'ematitiche pietre, affogate in marmoree limpidità segnarono il suo librarsi leggero, anelli arborei, circoli di mistero partorienti lande di distanza. Perseverante è l'augello, quietamente viaggia di Meta imbevuto, attende e freme, cautamente sussurra, il canto impedendo, e Lago risponde d'allusiva freschezza le sue brame; attendi Ego piumato, tua fedeltà cara sa vivere quando meritata; nei suoi cauti tempi gemi un poco, ma cosciente d'assennata, desiderata Salvezza, limpida e fresca Acqua dalle rime a lungo taciute nel mistero del fin'oggi Introvato. Natura fu forgiata per ricongiungere gl'Incompleti: senso non trova assetato Pennuto di terra circondato, utilità non ha Fonte inattiva in immobile, non attinta stasi.
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L'autore
Marta Eligoreva Addari

Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render

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