Oltre i cespugli del Getsemani
Anna Maria Scamarda
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Era lì,
che solevi appartarti
la sera;
dopo aver diviso il pane
e il cuore
coi tuoi più cari amici.
Lì,
quando il crepuscolo
moriva in controluce
fra i cespugli.
Dove, rigogliosi,
crescevano i tuoi Ulivi;
ad indicar la strada dei tuoi figli.
Fu lì,
ch'io vidi scivolare
una lacrima celeste...
Era rivolta al cielo...
Così smarrita...
Proferiva, in un sussurro di dolore:
"Padre,
allontana da me questo amaro calice".
Fu lì,
oltre i cespugli del Getsemani,
ch'io la raccolsi...
E T'amai di più.
In quella fragilità...
del Tuo Patir di Uomo.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (2)
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Antonio Biancolillo21 giugno 2011
...e oltre quei cespugli... ci sanno portare questi versi... ci conducono lì...nei luoghi del silenzio per scivolare dentro se stessi... MOlto bella...
Angela Rainieri4 luglio 2011
Un profondo canto spirituale s'eleva oltre i cespugli del Getsemani che vide il sofferto travaglio di Nostro Signore... Veramente molto bella e gradita, complimenti!


