Poesia del perché amore non fa più rima

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L'ultima strofa è strepitosa... un'immagine di quanto forte può essere la parola. Il passato ritorna, ricalca la vita, una forza che fa sfigurare il presente con i suoi compromessi ... Non hai bisogno che ti dica che condivido tutto... Ma te lo dico ... Intanto il nostro essere interiore va dove vogliamo che vada... La quotidianità non esiste, il vivere è un'altra cosa! Bellissima!
Soffre questo testo e lo dice nel suono, nella cadenza, negli intoppi. Piangono queste parole e lo fanno negli accenti, nella confusione, nella ruggine. Ci siamo persi, la passione è sfumata nella quotidiana stressante e monotona corsa alla sopravvivenza. Mi piace più di tutto l'ultima strofa, lunga, difficile, piena zeppa di particolari anche superflui... come accade del resto ...nella vita...
come non essere d'accordo... evidenti e lampanti le catene che ci imbrigliano, forgiate da noi stessi ci inchiodano e sbiadiscono tutto... anche quello che un tempo sembrava immortale... indistruttibile! veramente una lirica grande e che profondamente mi colpisce... magari azzoppa un pó anche la maledetta routine che ci schiavizza! complimenti
la verita' sull'amore ...la fantasia che diventa routine il sogno realta' ...magnifici versi
"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" scriveva il grande Ungaretti. Il nostro novello Poeta ermetico traduce in lirica la precarietà dell'esistenza, la precarietà economica, che diviene anche precarietà dell'amore. Molto suggestive le immagini della memoria nel bianco e nero dei ricordi del "come eravamo" e della distonia cromatica del come siamo ora. La chiusa è da brivido. "Volevamo cambiare il mondo, ma poi il mondo cambiò noi" scrisse Cohen Bendit. Una Poesia che merita la segnalazione.




