Credendoti
S'incenerisce il giorno
al ritmo solido
della pendola.
Nella stanza
di dubbi ed estasi,
popolata da magie di gatti
iridescenti.
Sapore
di pensieri arsi
dall'ennesimo tramonto
giugnino.
Si affacciano
al balcone
attese ricamate
sulle tende trasparenti.
Scompare
l'orizzonte infiammato,
permane
un unico presente
di aneliti.
Ancora
fedelissimo e ardito
il sole
si strappa.
Ancora
desolata e casta
accolgo
la notte.
E mi sdraio
rigorosa
sul talamo bianco,
credendoti.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
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h
hy ju26 giugno 2011
Mi trasmette un senso cupo misto di desolazione, rinuncia, abbandono e rimpianto. E' nell'insieme levigata, liscia, asciutta. Dolorosa.
M
Mariasilvia15 agosto 2011
Una poesia di spessore quanto le altre letture. Versi che scivolano lenti come il sentimento che evapora nell'esprimere una qualche nostalgia... Piaciuta!
