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Impressioni 25 giugno 2011 · lettura 1 min · 3202 letture

Ti parlo di me

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* inizio dove finisce l'ingiustizia sapendo che non è questione di mira così come si colpisce in centro l'universo è sempre l'uomo che muore accompagnati dal proprio simile ci si ritrova soli nella malattia come nella defecazione ...
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Aldo Bilato
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Commenti (10)

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DonnaFPgreeneyed25 giugno 2011

Constatazione di triste verità in poesia. Gli uomini o donne sensibili muoiono più volte, purtroppo e non è questione di parità, capita di esser soli anche nel dolore o nella malattia. Apprezzata.

Marina Pacifici25 giugno 2011

"Tu non conosci la casa di questa mia sera. Ed io non so chi va e chi resta": Scriveva il grande Montale nella Casa dei doganieri. La solitudine è dimensione inevadibile, incomunicabile, insuperabile. "E andando nel sole che abbaglia sentire con triste meraviglia, com'è tutta la vita ed il suo travaglio. Nel seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia"(Meriggiare pallido e assorto). Ermetica la lirica del nostro Autore. Talento e armonia senza fronzoli inutili e tecnicismi sterili. Essenziale, chiara. Semplicemente superba la chiusa. L'immagine della malattia, metafora del viver soli e morire soli. "La ricompensa dell'aver tanto sofferto è che poi si muore soli come cani" scriveva Cesare Pavese nel Mestiere di vivere

EnzoL25 giugno 2011

la solitudine è un momento intimo, a volte pesa e a volte si gioisce nell'esser soli. direi quindi che è anche relativo come concetto... invalicabile fino alla morte che si paventa anch'essa nella solitudine completa (cosi pare) . poesia che condivido a pieno, un Autore che sempre leggo con immenso piacere!

Giorgio Dello25 giugno 2011

Bei versi in un solitario e stupendo ermetismo ben stilato, e comunicativa l'introspezione della lirica!

Francesco Luca25 giugno 2011

una delle tue più belle ... grande intensità e grande espressività ... complimenti

Barbara Golini25 giugno 2011

è un'opera di Le Corbusier questa tua, con calcestrutto armato costruisci un palazzo dallo spendore essenziale diverso eppur solo tra gli altri edifici... l'ho sentita così fortemente concreta questa tua da immaginare subito la palazzina di Weissenhof qui a Stoccarda... ho visualizzato le tue parole. Una fenêtre en longueur questa tua poesia che allunga la visione e rafforza il senso d'implosione suggerito dal "distico" (forzando un po' la parola) centrale... guarda un po' quante cose hai risvegliato!

h
hy ju25 giugno 2011

Ti parlo di me... e perciò ti parlo dell'uomo, dell'esser uomini. Un'attentissima analisi dell'umano. Una poesia che non risparmia il minimo indizio di questo animale scomodo, minuscolo, fastidioso... e talmente affascinante.

mario calzolaro25 giugno 2011

è l'essenzialità del vero... una forza incontestabile che questi versi mostrano nella cruda nudità del reale.

Midesa25 giugno 2011

ermetismo splendido... la solitudine fino alla morte( solitudine per eccellenza)...versi di grande espressivita' ed attenta analisi della vita umana... grandissima lirica

P
Paolo Morganti25 giugno 2011

Solitudine quando si nasce e quando si muore, essere umano che nella solitudine impara a vivere bene prima con se stesso, poi compie un percorso solidale con altri esseri umani per migliorare l'esistenza di tutti, così dovrebbe essere secondo me, ma avviene poche volte.