Cento spade per Damocle!
Carlo Fracassi
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Con gli occhi iniettati di sangue
il tribuno del popolo incitava folle
narcotizzate dal fallace verbo,
scatenando ridde di sentimenti turpi
in cui s'annidò il più feroce spregio.
Ma ordunque, quanto giovò saper
che chi s'impadronì di verdi messi
or giace sotto un cumulo
d'esiliata terra?
A nulla valse l'esperienza amara,
né le reputazioni annientate
da quello stillicidio avverso
che, come acido asprigno,
al Gran Cetaceo lisca corrose
ed al Ghin, il tacco e il cuore.
Ancor oggi, i semi dell'odio,
trasportati dal turbinio
di deliranti lemmi,
germogliano su incombenti
ed affilate lame, che,
mai toccate in sorte
al giustizier astioso,
s'abbattono sull'umil
e smarrito gregge,
uccidendo della libertà
il pensiero e il buon ricordo.
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (1)
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cristina biga25 giugno 2011
Vera e bella poesia apprezzata ed azzeccatissimo il video del caro Alberto Sordi con quella canzoncina ha lasciao un segno come il poeta con questa lirica... bravo di cuore
