Le peonie boccheggiano sul vaso
Una donna incinta canta forse il suo sogno felice.
Dov'è la zingara che ieri mi spetalò in faccia
una viola da una carta da gioco?
Dov'è la maga analfabeta
capace -come lei giura- di legger la mano?
È suo mestiere far credere
quel che sa o ha saputo dal suo stregato.
Ma non mi dice neanche chi io sia stato
pur proclamandosi il passato e il futuro in persona.
Come smagarmi dai suoi incantesimi?
Paghiamo il "non capito ancora".
Le stelle per lanterne e lucernari.
Così l'inganno spetalo che la rosa osa
con parole che solo l'aria spostano
nel tuono che lascia un odore di bruciato.
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