Poeta precario
Luciano Tarabella
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Andavo a comprare le sigarette
da una giovine tabaccaia
per ammirarle il seno:
colpita da un fulmine
è diventata un fuoco artificiale.
Uscendo di casa
salutavo il giornalaio:
è passato a miglior vita
e con lui sua moglie
che ha ereditato tutto.
Il caro vecchio Prof. di latino
ha mandato una mail
scrivendomi che aveva avuto
un infarto fatale
il giorno prima.
Il mio Capoufficio defunse
ed io ho rischiato di seguirlo
causa troppi brindisi
di cognac invecchiato
in antichi fusti di rovere.
Mio cugino fu...
la zia è dipartita...
il salumiere è scomparso...
il cane è stato avvelenato...
e mio cognato ci ha lasciati...
no... ho sbagliato:
mio cognato è stato avvelenato
ed il cane sta bene
almeno lui.
Insomma
non muore più nessuno.
Per fortuna
sul portone del palazzo
c'è un fiocco rosa- celeste.
O è nato/a uno/a gay
oppure un tifoso
se esiste una squadra
con questi colori.
Lo sapevo:
era meglio se
facevo l'impresario di pompe
(non dire oscenità!) funebri
invece del poeta.
Uffa,
non c'indovino mai.
Ecco perché
mi cancellano!
🌐
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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