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Uomini 28 giugno 2011 · lettura 2 min · 1562 letture

Idus Martii

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Osvaldo Spizzirri 112 poesie pubblicate
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Gaius Iulius Caesar. Dall'oblio del tempo, resuscito destino, le idi so nate, il tuo tempo finito. Fredda tramontana, di ricordi tuoi velati, epiche battaglie, dardi infuocati, aquile imponenti, gladi luccicanti. Rosse scarlatte, dei tuoi fiumi le acque, linfa di Roma, in carni straziate. Bianco di toga, di rosso succinto, di cultura il tuo amore di scritti le gesta. Trofeo di popolo, di gloria affamato, d'alloro aureola, il capo ornato. Velate lacrime, di incredule visioni, in volti amati, ed ora armati. Labile voce, al figlio rivolto, quel Bruto adottato, tanto amato. Anche tu figlio mio... presente al mio addio. Reclino sugli allori di un tempo, offerto il capo, scritto nel sangue da te versato, a sgabello dei suoi piedi, a Roma il mondo è inchinato. Piangi tu Roma, di lacrime amare, infausto giorno, il quindici, le idi... del mese di marzo, Cesare è morto, di mani assassine, per sempre tu perso, quel padre adorato. Vive il tuo nome, nei cesari della gloria, impavide legioni, aquile dorate, civiltà e cultura, il loro vessillo. Di te un ricordo, le tue gesta hanno tramandato, "Caput Mundi" il nome Roma se data...!
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Commenti (1)

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Silvia De Angelis29 giugno 2011

Vesi particolari e intensi, immersi nella figura di un grande personaggio della storia di Roma, ove l'autore si sofferma con mirabili versi Lirica apprezzata