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Morte 29 giugno 2011 · lettura 2 min · 1152 letture

Der Geruch, der bleibt

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dragonero 14 poesie pubblicate
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mi sembra consono il suono nella lingua dei cani è il feroce parlare alla luna dell'odore che resta sulle strisce di un treno componi i tuoi numeri mio spirito al telefono uno zigomo sporge alla salvezza (l'odore del cimitero il tetro non possumus -) (2) " Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. ...Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi." cantami questo regno che io non voglio sapere sentire la libertà è una minaccia? grido. grido e mi muovo poveri rumori sulle ossa il battere del dito sul barattolo infrange il gelo dei silenzi (il suono TOC... Toc.) mentrev mi vesto con la vita vecchia state attenti, state attenti quante notti accendono i lampioni per paura del loro stesso buio l'universo brucia come il mare non c'è cenere né inverno qui dove tutto cade e si inabissa dopo che è caduto il cielo ...nessuno si nasconda è come schiacciare le formiche con le ali ...(3) Acta est fabula f 1 -der Geruch, der bleibt (l'odore che resta) 2 -omelia sul sabato santo 3 -Acta est fabula Lo spettacolo è finito: le celebri parole dell'Imperatore Ottaviano che proferì poco prima di morire. f
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Commenti (2)

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In Venere veritas9 luglio 2011

in bilico tra senso d'esistere e senso religioso... rimane un amaro in bocca, sabbioso

Alessio Falaschi15 settembre 2011

qualcosa di diverso... ne leggerò altre delle tue... in alcuni punti si raggiunge un alto lirismo ... per esempio questo: quante notti accendono i lampioni/ per paura del loro stesso buio/ l'universo brucia come il mare/ non c'è cenere Né inverno/ qui dove tutto cade e si inabissa/" continua tensione tra Alto e basso... latino e italiano... l'omelia citata e il telefono... carne e ossa... dio che scende... il grido che va verso l'alto forse dal regno degli inferi (la terra?)... il cielo e le formiche (noi?)... tu e l'imperatore