Der Geruch, der bleibt
mi sembra consono il suono
nella lingua dei cani è il feroce
parlare alla luna
dell'odore che resta
sulle strisce di un treno
componi i tuoi numeri
mio spirito al telefono
uno zigomo sporge alla salvezza
(l'odore del cimitero il tetro non possumus -)
(2) " Che cosa è avvenuto?
Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine.
...Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi."
cantami questo regno che io non voglio sapere
sentire la libertà è una minaccia?
grido. grido e mi muovo
poveri rumori sulle ossa
il battere del dito sul barattolo
infrange il gelo dei silenzi
(il suono TOC... Toc.)
mentrev mi vesto con la vita vecchia
state attenti, state attenti
quante notti accendono i lampioni
per paura del loro stesso buio
l'universo brucia come il mare
non c'è cenere né inverno
qui dove tutto cade e si inabissa
dopo che è caduto il cielo
...nessuno si nasconda
è come schiacciare le formiche
con le ali ...(3) Acta est fabula
f
1 -der Geruch, der bleibt (l'odore che resta)
2 -omelia sul sabato santo
3 -Acta est fabula
Lo spettacolo è finito: le celebri parole dell'Imperatore Ottaviano che proferì poco prima di morire. f
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Commenti (2)
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In Venere veritas9 luglio 2011
in bilico tra senso d'esistere e senso religioso... rimane un amaro in bocca, sabbioso
Alessio Falaschi15 settembre 2011
qualcosa di diverso... ne leggerò altre delle tue... in alcuni punti si raggiunge un alto lirismo ... per esempio questo: quante notti accendono i lampioni/ per paura del loro stesso buio/ l'universo brucia come il mare/ non c'è cenere Né inverno/ qui dove tutto cade e si inabissa/" continua tensione tra Alto e basso... latino e italiano... l'omelia citata e il telefono... carne e ossa... dio che scende... il grido che va verso l'alto forse dal regno degli inferi (la terra?)... il cielo e le formiche (noi?)... tu e l'imperatore

