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Dialettali 1 luglio 2011 · lettura 1 min · 1398 letture

A rrina

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stragio 73 poesie pubblicate
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Prima c'arrivi a mari... c'è a rrina. l'unna a porta, u vientu a rumina... saddu cu a fici accussì fina? Crisci e s'accumma, cco suli s'anciamma, cancia la facci... quannu si vagna. Ci fai castedda, ponti e casuzzi sulu a ntrizzalla nun ta rinesci. A vuoti, a rivuoti, a pisti, a ripisti, a tratti cche pieri, u mari o capisci. Ppi chistu, ogni tantu, ta leva ri sutta: " A natura fa fari, nun lassa strafari". Traduzione: La sabbia Prima che arrivi a mare... c'è la sabbia. L'onda la porta Il vento la mischia... chissà chi l'ha fatta così fina? Cresce e s'ammucchia, con il sole s'infiamma, cambia la faccia... quando si bagna. Ci fai castelli, ponti e casette, solo ad intrecciarla non ti riesce. La giri, la rigiri, la calpesti, la ripesti la tratti con i piedi (male), il mare lo capisce. Per questo, ogni tanto, te la toglie di sotto: "la natura lascia fare, non lascia strafare".
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L'autore
stragio

Stragio Nato a Modica(RG) vive ed opera a Ragusa. Autodidatta, inizia giovanissimo ad interessarsi di pittura. Conduce una ricerca personale realizzando straordinarie e affascinanti miniature con spiccata poetica impressionista molto delicata quasi un acquerello. Nel 1986 affronta il giudizio del pubblico ottiene r

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