Inspirazione cosciente
Inspiro i miei occhi lincei
disciolti nel lago del Sé,
piumosi di luce e di canto,
occhi universali d'Amore,
amore implorato, ignorato,
trafugato, spolpato.
Che razza di amore?
Piccolo vagito d'Amore,
ricomposto, riaddormentato,
riemerso dal soffocamento
del niente...
Sgorgato!
Inspiro il mio sole carnoso
e danzo i miei colpi, i miei suoni
i miei pianti.
Pizzico veloce la mia lira
boschiva, per fuggire
ancora dal dio vivente,
per placare e involare, ultimi,
i tormenti del tempo passato.
E inspiro, infine, l'Anima,
il mio sacro e potente significato,
il simbolo,
oltre il dolore e la paura,
e fiuto il mio romanzo
arcano fra le dita
e instillo il canto atteso
nelle vene felici,
mentre l'orsa maggiore soffia
un bacio di vento
rotolando dai miei occhi
a quelli della gente.
©
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