Fiumi di parole

Quando la penna si anima
e pagine bianche si tingono di nero
scorrono fiumi di parole senza fine e confine.
Il tuo sorriso si fa ombra,
accigliato lo sguardo
grottesco il tuo silenzio
e la mia bocca amara
acida del tuo fiele.
Lo sguardo
va oltre infiniti spazi,
oltre vele spinte dal vento,
sento il flusso e riflusso
del mare,
vedo il sole piangente
bagnarsi all'orizzonte,
e un bagnino tra le onde tuffarsi.
Rimiro il cielo
e vorrei contare,
come facevo un dì,
ad una ad una
stelle cadenti,
puntare in alto l'indice
per ritrovare
il carro dell'Orsa Maggiore.
Nelle vie galattiche
mi faccio trasportare,
in spazi smisurati
mi lascio cullare
e dal bagliore della luna
resto incantata.
Avvolta in un drappo vellutato,
vago in distese siderali,
cerco rifugio
tra la schiera degli dei,
mi inchino umilmente
a supplicare,
ma una lacrima di sangue
versa il cielo
e una pioggia tinta di rosso
inclemente batte
contro il mio viso.
Piange il cielo
e... non ha pietà di me.
Furiosa mi arrampico nelle sfere più alte,
cedo le redini del mio carro
mentre Giunone, Giove e Plutone
accorrono in mio aiuto.
©
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