Onirica (poesia di notte, sulle note d'una poesia)

Commenti (4)
mirabolanti trasformazioni... oggetti mutano in splendidi disegni onirici... un testo che come sempre lascia buchi, perforanti parole...
"O tu che vai, perché non rimani" mi permetta la citazione ilmitico De Andrè dal suo Inverno. Stupisce questa lirica, una visione onirica, appunto, surreale, metafisica, come un quadro di Dalì e una tela di De Chirico. Se davvero il sogno è l'infinata ombra del vero per dirla con Pacoli, nella dimensione onirica, si folgora la distanza, si placa il divenire, il Tempo da nemico astioso, diviene sovrano placato. La Chiusa "rimani" è una carezza di zefiro d'aprile.
chi ha detto che l'estro e la genialità non siano mirabolanti ingredienti della Poesia? Leggere questo componimento poetico di Aldo ne è evidente riprova!
Una poesia metafisica, oserei dire... leggendola vedo dipinti surrealisti che accompagnano i versi. La chiusa è grande, lirica piaciutissima e da conservare.




