Necessità d'esser tristi.
Suoni di voci,
irate e furenti,
urlavan feroci
tra timide genti:
"Togli la mano
da questo bel viso"
sentii da lontano
gridare un sorriso.
"Un dono ho portato
ed è questo bel fiore
ch'io stessa ho creato
con tutto il mio ardore."
Lottava tenace
l'amara tristezza,
al cuore di pace
volea far carezza.
"Non fiore ma spina
di un cuore che langue,
a questa bambina
vuoi metter nel sangue."
"Mi credi meschina,
sorella gaiezza:
è calda mattina
donar voglio brezza."
"Sparisci sul vento
che freddo conduci,
ch'è buio tormento
in un mondo di luci."
Come di pietra
rimase ora quella
e la mano sua tetra
non ebbe mai ella.
Ma l'animo umano
del dolore ha bisogno,
o distinguere è vano
tra incubo e sogno
se conosce la pena
allor sa ch'è il piacere
e di gioia serena
il cuor suo sa godere:
incapace d'amare
or quell'anima affonda,
mai non seppe trovare
una gioia profonda.
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