Congedo
Cava, per la gravità del corpo,
L'impronta sulla duna.
Lo sguardo si inabissa
nella liquidità del blu.
Silenzio. la mente, naufraga,
si perde e si confonde
in un anelito immemore
di un grembo bruno di quiete.
Nulla potrà più
l'ingiuria del tempo,
il tormento delle notti,
la noia dei giorni,
l'ansia famelica,
l'attesa senza fine.
Dolcemente prendere
congedo dagli affanni...
cullata dalla risacca,
nel fuoco di un tramonto,
appannato dall'ultimo autunno.
Solo la brezza lieve, dopo,
accennerà ad un sospiro
tra i capelli e le vesti,
come una carezza di commiato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Alida Kirschner
Che dire di me da me? Ho avuto la fortuna di vivere nelle città fra le più belle del mondo: Venezia prima e poi Roma, dove attualmente risiedo con intermezzi di vita a Vienna e Parigi. Non ho patria. Mi piace sentirmi “cittadina del mondo” un po’ per nascita e molto per natura. Dovunque vado, lascio un brandello di
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Splendido Leotta Michele8 luglio 2011
poesia molto bella toccante e sentita... e sulla splendida nota con l'abbraccio del cuore... complimrentissimi,... è SPECIALE E POSA SULL'ANIMA
Duilio Martino8 luglio 2011
Quanta malinconica tenerezza in questi versi... Commiato e ...congedo ...ben fotografati in modo delicatissimo!

