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Amore 9 luglio 2011 · lettura 2 min · 4901 letture

Dalle sue carceri

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Clelia Ponticiello 20 poesie pubblicate
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Se è vero che sei finito, dimmi amore, perché continuo a rivolgermi a te di notte? Se è vero che tutto ci separa, dimmi amore, perché a Lui mi rivolgo con le nostre preghiere? Dimmi, dimmi! Perché anche il più dolce frutto senza di te sa di acerbo? Perché alla carezza più attraente senza trasporto il mio corpo assopito risponde inattivo? Perché questa vecchia storia non ci abbandona e con l'odore di quel che è stato nella mente si rinnova? No amore, non sarò felice di sapere che altre labbra assaggino il tuo sapore di stupore. No amore, mai più la notte mi cullerà trasportando il mio corpo al sicuro nei sensi estasiati. No amore, non è mai esistito un tuo ricordo che generoso ha liberato il domani dalla tua tortuosa presenza. No... Dimmi, dimmi ti prego amore, perché nel viso degli uomini che opprimenti attanagliano la mia incosciente vita ricerco impaziente quel segno sul viso che risponde al tuo superbo sorriso? Perché la mia anima torturando il mio lontano corpo echeggia alla tua che dolorosamente a sé la richiama nel limbo peccaminoso di chi macchiandosi l'accoglie nei sogni della notte? Oh, l'amore mi risponde: perché costringi nelle carceri del rimpianto il tuo cuore e sorridi nel mondo?
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L'autore
Clelia Ponticiello

Nasce a Napoli nel 1983, vive in un paese della provincia Sant'Antimo. Scrive poesie, racconti ed articoli di vario genere, che ha pubblicato su riviste e siti internet. Nel 2013 partecipa, pubblicando 9 delle sue poesie, alla collana "Viaggi Di Versi"- Nuovi poeti contemporanei, edita Pagine.

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Commenti (1)

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mario calzolaro9 luglio 2011

terribilmente amara, questa lirica ha anche del sublime... amore disperato ed interrogativi lancinanti per una poesia di tutto rispetto!